Tempo estivo per le nostre comunità di Taggi di Sotto e Taggì di Sopra significa anche giorni di festa di comunità e di “Sagra”. In ciascuna parrocchia da tempo sono iniziati i preparativi: raccogliere le persone disponibili a farsi carico dell’organizzazione e a progettare; mettere insieme desideri ed energie umane ed economiche; tenere conto delle considerazioni fatte dopo la festa dell’anno precedente... E poi si parte.
A Taggì di Sotto, il calendario prevedere due fine settimana di festa: il 26 - 27 - 28 giugno ed il 3 - 4 - 5 luglio. Poi il testimone passa a Taggì di Sopra: il 10 - 11 - 12 e 17 - 18 - 19 e 20 luglio.
Il vescovo di Pinerolo Derio Olivero, nella lettera pastorale 2025 sulla festa, scritta per la sua diocesi, raccontando i ricordi della festa patronale del suo paese scrive: “Era un momento acquisito ed atteso. ... Arrivava. Puntuale, ogni anno. Era una tradizione, ogni anno uguale e ogni anno nuova. Ogni anno gli stessi “riti” (polenta, processione, fuochi…) eppure ogni anno con emozioni diverse, incontri diversi, sorprese nuove. Toccava tutti.
Non era la festa di qualcuno, ma “del paese”. Tutti, in modo diverso, entravano nella festa. Era intergenerazionale. Alla processione come alla polenta, al ballo come a Messa c’erano bimbi, adolescenti, giovani, adulti, anziani. Perché la festa è vera quando è “di tutti”. Quando genera comunità. Era sacra e profana. C’erano eventi profani come la polenta, le giostre, la corsa podistica... ed eventi sacri come la messa, le confessioni, la processione. Era un forte momento di appartenenza. ... Era la “nostra festa”, ci rendeva orgogliosi di appartenere ad una comunità.
Ecco il senso vero delle feste: generare comunità, curare le relazioni. Nella festa riscopri il valore di non essere solo, di essere parte di un gruppo. Riscopri la bellezza di essere “di qualcuno”: di una paese, di una società, di un Dio.
La festa era legata alla fede. Era una festa religiosa. Serviva a rinnovare la fede. Arrivava una volta all’anno. Dopo anni belli e anni faticosi, dopo anni gioiosi e anni tristi. Arrivava sempre con i suoi colori, le sue musiche e i suoi riti per rigenerarti alla vita. In particolare per assicurarti la protezione amorevole di Dio. E sussurrarti ancora una volta la sua Promessa: “Ti sono vicino, cammino con te, ti assicuro il compimento”. ...”.
Ci auguriamo che anche le nostre feste siano occasione per: rinsaldare le relazioni, darci leggerezza, generare comunità.
Buone feste.