Ogni anno, è una tradizione nella Chiesa di Padova, il mese di settembre è quel tempo in cui le parrocchie sono invitate a pregare perché il Signore susciti nei giovani e nelle giovani nuove vocazioni e per sostenere economicamente il Seminario.
Osare è il verbo giusto! “Dio che esaudisci le preghiere del tuo popolo oltre ogni desiderio e ogni merito, aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare”: sono le parole della colletta della prima domenica di ottobre, Giornata diocesana del Seminario. Si chiede a Dio Padre di aggiungere alla nostra preghiera quello che non osiamo sperare. Perciò osiamo! Osiamo nella preghiera! Osiamo sperare! Osare è un atto di fede ispirato da Dio. Osare con Dio è dire alla propria coscienza che Dio può tutto e perciò possiamo osare. Osare per chiedere al Signore ciò che abbiamo nel cuore e affidare a lui persone e situazioni che crediamo abbiano bisogno del suo aiuto, ma che per timidezza, rassegnazione, distrazione timore, per poca fede, non gli presentiamo, non osiamo aggiungere alla nostra preghiera. San Paolo esprime lo stesso concetto, ai Filippesi, con altre parole: “In ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti”
Fil 4,6.
Cosa chiedere in questo mese del Seminario? Cosa osare nella preghiera? Osiamo pregare perché Dio doni nuove vocazioni presbiterali; perché sostenga il cammino dei nostri giovani seminaristi e i loro formatori; perché non faccia mancare la sua Provvidenza al Seminario di Padova. Ogni anno dedichiamo un tempo per sostenere spiritualmente ed economicamente il Seminario: osiamo anche quest’anno nel fare affidamento alla generosità di tutti. ...
Osare è un verbo che dà fiducia a Dio. Un verbo che parte dalla da una vitalità che c’è nella Chiesa anche se non fa notizia. Osiamo proporre a qualche giovane sensibile la vita e la missione del prete diocesano! Osiamo pensare a quanto bene un prete fa. Osiamo gustare quanto bene un prete riceve. Osiamo raccontare quanto preziosa è l’amicizia con un prete. Osiamo desiderare per le nostre comunità il dono della fede che nuovi preti possono portare. Osiamo sostenere il Seminario oggi per i frutti di domani.
Si potrebbe anche “invertire” l’espressione: nella preghiera, osare! Intuisco che chi si sente custodito da Dio nella preghiera, nella familiarità con Lui e la sua Parola, sa osare! E’ a partire da uomini e donne di preghiera che la Chiesa pone gesti generosi, percorre vie coraggiose, sa rinunciare al superfluo, dona con gioia, ha parole di giustizia e di pace.
Osiamo nell’anno francescano! Il 4 ottobre, Giornata del Seminario, ricorreranno gli ottocento anni della morte di san Francesco di Assisi: osare nella preghiera per le vocazioni significa non lasciarsi impressionare dai cambiamenti, ma vivere tutto con “perfetta letizia”, cioè con la certezza che il Signore accompagna nella prova e tutto è grazia per rinnovare la nostra fede e la nostra missione. Anche nelle vocazioni presbiterali di oggi, meno di ieri, e nelle “vocazioni battesimali” di oggi, più di ieri, c’è la cura amorevole di Dio Padre per la sua Chiesa.
Una tradizione vuole che san Francesco abbia ascoltato il vangelo della missione degli apostoli alla Porziuncola nella festa di san Mattia e “colmo di gioia indescrivibile, esclamò: ‘Questo è ciò che desidero; questo è ciò che bramo con tutto il cuore’!” (
Legenda maior di san Bonaventura). Ancora oggi può accadere nel cuore dei giovani. Osiamo pregare perché il Signore faccia sentire la sua chiamata nel cuore di tanti giovani e di tante giovani in ricerca.
Tratto da: La Difesa del popolo